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Città Teatro

La cornice architettonica di Vizzini fornisce il naturale apparato scenico per allestire gli spettacoli del programma: l'impianto scenografico, infatti, è ricavato tra le case le viuzze che assistettero alle vicende narrate da Giovanni Verga.

Se è vero come è vero che l'attore, per dare il meglio di sè, deve sentire la presenza di un pubblico e il pubblico, per rendersi partecipe allo spettacolo, deve avvertire emotivamente la tensione dell'attore, Vizzini, come una grande piazza ruffiana, si presta mirabilmente a questo gioco con la formula dei percorsi letterari. L'attore recita tra la gente, senza palcoscenico, muovendosi gomito a gomito con lo spettatore, coivolgendolo emotivamente e fisicamente.

Gli spettacoli che agiscono all'interno di questo meccanismo acquistano una peculiarità  suggestiva. Il vento che, come all'interno di una "canna ciaccata" soffia nei corridoi formati dalle pareti dei "cunnutti" o tra le facciate delle case che si contrappongono l'una di fronte all'altra, fornisce la musica e l'atmosfera adatta, porta con sè le voci gli umori di umili protagonisti captati e narrati dal Verga.

Ma il verbo prende carne e cresce la sensazione che siano in attesa di essere chiamati in scena per confondersi con il pubblico, attraverso la mediazione delle voci e delle sembianze degli attori che li fanno rivivere.

Sembra assurdo, sembra un pazzo proposito, ma la suggestione è questa: la finzione diventa materia e si mescola con la realtà . Finzione-verità  concetto portante del teatro moderno. Un miracolo che può accadere a Vizzini.

Palazzo Trao: (Mastro don Gesualdo) "[..] il paesetto dormiva ancora [..] era piovuto da tre giorni [..] tutt'a un tratto nel silenzio, si udì "Terremoto! S.Gregorio Magno. No!no! E' il fuoco in casa Trao [..] Dal palazzo Trao si vedevano salire globi di fumo denso [..] "